Lotti Bonino

Lot 298

Oscar Ghiglia (1876 – 1945)

Natura morta, 1936-1937

La seduta d'asta si tiene il 29 febbraio 2024 alle 18:00 (IT Time)
Stima €35000 - €45000
€52500.00
Olio su cartone
32,8 x 37,4 cm

Firma:
in alto a destra, “O. Ghiglia”

Bibliografia :
Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia. Catalogo generale", Cinisello Balsamo, 2022, p. 418, n. 723

Stato di conservazione:
Condizione supporto: 95%
Condizione superficie: 90%

Numero componenti lotto: 1
Allievo di Giovanni Fattori, amico e sodale di Llewelyn Lloyd e Amedeo Modigliani, collaboratore della rivista “Leonardo” di Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, Oscar Ghiglia è uno dei maggiori artisti post-macchiaioli. Il costante legame con Ugo Ojetti e con il collezionista Gustavo Sforni, che aveva contribuito alla diffusione in Italia dell’opera di Paul Cézanne, lo colloca nell’ambito di una modernità lontana dalle avanguardie e in tale veste nel primo dopoguerra affronta il dibattito sul “ritorno all’ordine” e partecipa nel 1921 alla mostra “Arte Italiana contemporanea” curata da Ojetti alla Galleria Pesaro e nel 1923 alla Prima Mostra del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti. Il rapporto con la realtà, indagata attraverso il paesaggio, il ritratto e la natura morta, è 'conditio sine qua non' della sua produzione. Erede della tradizione macchiaiola nell’introduzione alla prima monografia su Fattori, da lui stesso redatta, afferma: «la pittura è fondata unicamente sulla legge del saper trovare il tono giusto d’un colore e costringerlo nel suo giusto spazio» (Oscar Ghiglia, “L’opera di Giovanni Fattori, Firenze, 1913). Gli fa eco nel 1920 Ojetti: «la pittura è, infatti per lui non un modo d’inventare o sognare, ma un modo di capire, ordinare, dominare, godere il vero e renderlo con l’arte prezioso, durevole e desiderabile» (Ugo Ojetti, “Il pittore Oscar Ghiglia”, in “Dedalo”, I, 1920, 1, pp. 114-132, pp. 116-117). Isolatosi progressivamente con l’avvento del fascismo, attorno alla metà degli anni Trenta «dopo anni di dialogo serrato tra oggetto e sfondo, decide di ‘emancipare’», nelle nature morte, «l’oggetto per renderlo interprete assoluto della figurazione» (Stefano Zampieri, “L’opera pittorica di Oscar Ghiglia”, in Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia. Catalogo generale", cit., pp. 17-69, p. 58). In queste opere, dal formato spesso quadrato per meglio esaltare l’oggetto, che costituiscono una sorta di ritmata meditazione sulla forma, lo sfondo è ridotto a panni accesi o a pareti azzurre bicolori e gli oggetti sono spinti in primo piano per favorire una visione ravvicinata e fotografica come nel caso di queste mele dalla superficie tanto lucida da apparire riflettente. Si tratta di un «faticoso tentativo di far coincidere visione interiore e immagine reale» (Leonardo Ghiglia, “'È musica la pittura...musica grande’. Fortuna e sfortuna critica di un elusivo compositore figurativo” in Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia., cit., pp. 71-, p. 96) in cui il tema perde progressivamente importanza a favore della pittura come atto puro.

Teresa Sacchi Lodispoto
L'asta include 100 lotti di varie provenienze, tra cui Veneto Banca SpA in LCA.

Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, le Regole della Vendita.

Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 35 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 20% dell'importo dovuto. L'importo dovuto per il tardivo ritiro corrisponde a tutte le spese sostenute dalla casa d'aste per ritirare il lotto nei modi posti dalle Regole della Vendita a carico dell'acquirente, per movimentarlo e per stoccarlo adeguatamente, inclusa protezione assicurativa, fino al ritiro da parte dello stesso o alla sua vendita forzata.
Olio su cartone
32,8 x 37,4 cm

Firma:
in alto a destra, “O. Ghiglia”

Bibliografia :
Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia. Catalogo generale", Cinisello Balsamo, 2022, p. 418, n. 723

Stato di conservazione:
Condizione supporto: 95%
Condizione superficie: 90%

Numero componenti lotto: 1
Allievo di Giovanni Fattori, amico e sodale di Llewelyn Lloyd e Amedeo Modigliani, collaboratore della rivista “Leonardo” di Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, Oscar Ghiglia è uno dei maggiori artisti post-macchiaioli. Il costante legame con Ugo Ojetti e con il collezionista Gustavo Sforni, che aveva contribuito alla diffusione in Italia dell’opera di Paul Cézanne, lo colloca nell’ambito di una modernità lontana dalle avanguardie e in tale veste nel primo dopoguerra affronta il dibattito sul “ritorno all’ordine” e partecipa nel 1921 alla mostra “Arte Italiana contemporanea” curata da Ojetti alla Galleria Pesaro e nel 1923 alla Prima Mostra del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti. Il rapporto con la realtà, indagata attraverso il paesaggio, il ritratto e la natura morta, è 'conditio sine qua non' della sua produzione. Erede della tradizione macchiaiola nell’introduzione alla prima monografia su Fattori, da lui stesso redatta, afferma: «la pittura è fondata unicamente sulla legge del saper trovare il tono giusto d’un colore e costringerlo nel suo giusto spazio» (Oscar Ghiglia, “L’opera di Giovanni Fattori, Firenze, 1913). Gli fa eco nel 1920 Ojetti: «la pittura è, infatti per lui non un modo d’inventare o sognare, ma un modo di capire, ordinare, dominare, godere il vero e renderlo con l’arte prezioso, durevole e desiderabile» (Ugo Ojetti, “Il pittore Oscar Ghiglia”, in “Dedalo”, I, 1920, 1, pp. 114-132, pp. 116-117). Isolatosi progressivamente con l’avvento del fascismo, attorno alla metà degli anni Trenta «dopo anni di dialogo serrato tra oggetto e sfondo, decide di ‘emancipare’», nelle nature morte, «l’oggetto per renderlo interprete assoluto della figurazione» (Stefano Zampieri, “L’opera pittorica di Oscar Ghiglia”, in Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia. Catalogo generale", cit., pp. 17-69, p. 58). In queste opere, dal formato spesso quadrato per meglio esaltare l’oggetto, che costituiscono una sorta di ritmata meditazione sulla forma, lo sfondo è ridotto a panni accesi o a pareti azzurre bicolori e gli oggetti sono spinti in primo piano per favorire una visione ravvicinata e fotografica come nel caso di queste mele dalla superficie tanto lucida da apparire riflettente. Si tratta di un «faticoso tentativo di far coincidere visione interiore e immagine reale» (Leonardo Ghiglia, “'È musica la pittura...musica grande’. Fortuna e sfortuna critica di un elusivo compositore figurativo” in Leonardo Ghiglia e Stefano Zampieri, a cura di, "Oscar Ghiglia., cit., pp. 71-, p. 96) in cui il tema perde progressivamente importanza a favore della pittura come atto puro.

Teresa Sacchi Lodispoto
L'asta include 100 lotti di varie provenienze, tra cui Veneto Banca SpA in LCA.

Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, le Regole della Vendita.

Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 35 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 20% dell'importo dovuto. L'importo dovuto per il tardivo ritiro corrisponde a tutte le spese sostenute dalla casa d'aste per ritirare il lotto nei modi posti dalle Regole della Vendita a carico dell'acquirente, per movimentarlo e per stoccarlo adeguatamente, inclusa protezione assicurativa, fino al ritiro da parte dello stesso o alla sua vendita forzata.