Lotti Bonino

Lot 295

Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane (1544 – 1628)

Ritratto di giovane uomo barbato

La seduta d'asta si tiene il 29 febbraio 2024 alle 18:00 (IT Time)
Stima €70000 - €100000
Base d'asta: 105.000,00

Olio su tela
41,3 x 29,7 cm

Altre iscrizioni:
al verso del telaio, a matita una indicazione scarsamente leggibile «ho t, l. 29 ya Carsu 162» (?)

Elementi distintivi:
al verso della cornice e del telaio, in pennarello nero, «LK 58»

Bibliografia :
D.S. Pepper, "Annibale Carracci’s Venetian Portraits", in "Arte documento", XIII, 1999, pp. 200 e 203 (ill. fig. 8)

Stato di conservazione:
Condizione supporto: 80% (reintelo)
Condizione superficie: 85% (alcune cadute di colore e ritocchi di diverso periodo nella parte sinistra del volto, nello sfondo, nel colletto e nella fronte, come pure, a sinistra, tra occhio e tempia, e ai margini destro e inferiore; ridotta consunzione della materia pittorica, per esempio nell’occhio a sinistra)

Nella produzione veneta del Cinquecento la ritrattistica assume un ruolo significativo e di distinzione sociale. Vi si dedicano grandi maestri come Tiziano, Tintoretto e Veronese, e la diffusione di questo genere pittorico diviene presto enorme.
La collocazione del nostro dipinto è stata a lungo dibattuta per la sua qualità e capacità di richiamare modelli illustri anche distanti, da Venezia all’Emilia, infine approdando alla persuasiva restituzione al corpus di Palma il Giovane.
L’opera è stata pubblicata da Pepper nel 1999 come "Portrait oil sketch of a bearded man", insieme a due ritratti analoghi, tutti con attribuzione ad Annibale Carracci: «We now turn to three portraits that I believe illustrate Annibale’s deepening fascinantion with Titian. Malvasia reports that Annibale had painted a copy of Titian’s St. Peter Martyr to learn directly from the master. The three portrait presented here (figs. 7, 8, 9) shared the saturated colors of Titian’s palette, the free brush work of Annibale’s Venetian manner, nd the gaze of the subject directed toward the observer noted in Palazzo Pitti painting. In all three we find the spontaneity and vivacity we have come to expect in Annibale’s portraits». Notevole che lo stesso Pepper, nel prendere in esame la storia attributiva dei ritratti in pubblicazione, rimarchi come «typical» le concorrenziali attribuzioni a Palma il Giovane, Leandro Bassano e Domenico Tintoretto (Pepper 1999, p. 200).
Infatti, anche per la tela in esame, l’attribuzione a Carracci non è condivisa da Daniele Benati che per i «caratteri marcatamente veneti» avvicina l’opera «a Palma il Giovane o a un artista a lui affine» (comunicazione del 23 ottobre 2023).
Nell’ottobre 2023, a cura di Gianluca Poldi, la tela è stata sottoposta ad approfondimenti diagnostici: Riprese fotografiche in luce diffusa, radente o semiradente; riflettografia in infrarosso in 2 bande spettrali (850-1000 nm ca., 1060-1080 nm ca.), infrarosso in falso colore (IRC).
La notevole qualità dell’impasto dell’incarnato si unisce ad una materia pittorica bene conservata. Tra il naso e le arcate oculari sono percepibili tracce riconducibili a underdrawing. L’analisi TIR (transmitted infrared light) ha fatto emergere la figura di un volto maschile sottostante, ugualmente di tre quarti, rivolto però in direzione opposta rispetto l’effigiato (Poldi, ottobre 2023). Questo aspetto – il volto sotto il volto visibile – è focale per confermare che il ritratto non solo è di invenzione, ma dipinto di getto su precedenti pensieri dell’autore.
L’inclinazione e la qualità esecutiva ricordano, in controparte (cioè nello stesso senso del profilo visibile all’infrarosso), il profilo maschile di Tintoretto conservato ai Musei Civici di Padova (inv. 772), frammento di analoga dimensione (35x30 cm) da una tela maggiore e esso stesso al centro di una complessa vicenda attributiva: dalla generica intitolazione alla “scuola tizianesca”, ripresa nel 1991 da Romani, alla restituzione a Tintoretto operata da Davide Banzato soltanto nel 2009, in raffronto in particolare alla “Testa virile” della National Gallery of Scotland (n. 689), un altro frammento, e al “Busto di Gentiluomo” del Kunsthistorisches Museum di Vienna (n. 701) (Paola Rossi, scheda di, Davide Banzato e Franca Pellegrini, a cura di, “Lo spirito e il corpo 1550-1650. Cento anni di ritratti a Padova nell’età di Galileo”, 2009, Milano, cat. 2, pp. 86-87).
Approfondendo le analisi nel Cinquecento veneto, secondo il suggerimento di Benati, per stile e fisionomia il ritratto è stato confrontato ampiamente con la produzione di Jacopo Negretti con cui mostra stretta coerenza.
Salta all’occhio, per esempio, la vicinanza allo "Autoritratto in atto di dipingere una Resurrezione" realizzato dal pittore veneziano intorno al 1580 e conservato oggi presso la Pinacoteca di Brera, Milano (inv. 426).
Esaminata l’opera in immagini ad alta risoluzione a luce visibile e TIR, Stefania Mason Rinaldi, curatrice del catalogo ragionato dell’artista (Palma il Giovane 1548 - 1628; disegni e dipinti, Milano 1990), supporta la potenziale attribuzione a Palma. Nel corso degli studi sul dipinto era emersa la possibilità che si trattasse di un autoritratto del veneziano, ipotesi che, nel confronto con gli autoritratti noti, la studiosa non considera certa (comunicazione del 29 ottobre 2023).
Frederick Ilchman, su base fotografica è confidente che il ritratto non sia di Tintoretto e concorda con l'opinione espressa da Stefania Mason Rinaldi in favore di Palma o di un artista a lui vicino (« I am confident that this portrait is not by Jacopo Tintoretto, an artist I know very well. I am Inclined to go with Stefania Mason’s view that this man was painted by Palma Giovane, or an artist close to him»). Il Prof. Ilchman suggerisce, a questo proposito, il confronto con il "Ritratto di scultore" («a finer example (more refined, more detailed) more refined, more detailed)» but has some similarities» con il dipinto in studio), di Palma il Giovane conservato presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna: «note the similar ear, the white collar, and so on» (comunicazione del 29 dicembre 2023).
Anche Andrea Donati concorda con l’attribuzione a Palma il Giovane (comunicazione del 17 novembre 2023).

Ringraziamo i Professori Daniele Benati, Frederick Ilchman e Stefania Mason Rinaldi e i dottori Andrea Benati e Gianluca Poldi per il supporto nella catalogazione dell’opera.
L'asta include 100 lotti di varie provenienze, tra cui Veneto Banca SpA in LCA.

Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, le Regole della Vendita.

Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 35 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 20% dell'importo dovuto. L'importo dovuto per il tardivo ritiro corrisponde a tutte le spese sostenute dalla casa d'aste per ritirare il lotto nei modi posti dalle Regole della Vendita a carico dell'acquirente, per movimentarlo e per stoccarlo adeguatamente, inclusa protezione assicurativa, fino al ritiro da parte dello stesso o alla sua vendita forzata.
Olio su tela
41,3 x 29,7 cm

Altre iscrizioni:
al verso del telaio, a matita una indicazione scarsamente leggibile «ho t, l. 29 ya Carsu 162» (?)

Elementi distintivi:
al verso della cornice e del telaio, in pennarello nero, «LK 58»

Bibliografia :
D.S. Pepper, "Annibale Carracci’s Venetian Portraits", in "Arte documento", XIII, 1999, pp. 200 e 203 (ill. fig. 8)

Stato di conservazione:
Condizione supporto: 80% (reintelo)
Condizione superficie: 85% (alcune cadute di colore e ritocchi di diverso periodo nella parte sinistra del volto, nello sfondo, nel colletto e nella fronte, come pure, a sinistra, tra occhio e tempia, e ai margini destro e inferiore; ridotta consunzione della materia pittorica, per esempio nell’occhio a sinistra)

Nella produzione veneta del Cinquecento la ritrattistica assume un ruolo significativo e di distinzione sociale. Vi si dedicano grandi maestri come Tiziano, Tintoretto e Veronese, e la diffusione di questo genere pittorico diviene presto enorme.
La collocazione del nostro dipinto è stata a lungo dibattuta per la sua qualità e capacità di richiamare modelli illustri anche distanti, da Venezia all’Emilia, infine approdando alla persuasiva restituzione al corpus di Palma il Giovane.
L’opera è stata pubblicata da Pepper nel 1999 come "Portrait oil sketch of a bearded man", insieme a due ritratti analoghi, tutti con attribuzione ad Annibale Carracci: «We now turn to three portraits that I believe illustrate Annibale’s deepening fascinantion with Titian. Malvasia reports that Annibale had painted a copy of Titian’s St. Peter Martyr to learn directly from the master. The three portrait presented here (figs. 7, 8, 9) shared the saturated colors of Titian’s palette, the free brush work of Annibale’s Venetian manner, nd the gaze of the subject directed toward the observer noted in Palazzo Pitti painting. In all three we find the spontaneity and vivacity we have come to expect in Annibale’s portraits». Notevole che lo stesso Pepper, nel prendere in esame la storia attributiva dei ritratti in pubblicazione, rimarchi come «typical» le concorrenziali attribuzioni a Palma il Giovane, Leandro Bassano e Domenico Tintoretto (Pepper 1999, p. 200).
Infatti, anche per la tela in esame, l’attribuzione a Carracci non è condivisa da Daniele Benati che per i «caratteri marcatamente veneti» avvicina l’opera «a Palma il Giovane o a un artista a lui affine» (comunicazione del 23 ottobre 2023).
Nell’ottobre 2023, a cura di Gianluca Poldi, la tela è stata sottoposta ad approfondimenti diagnostici: Riprese fotografiche in luce diffusa, radente o semiradente; riflettografia in infrarosso in 2 bande spettrali (850-1000 nm ca., 1060-1080 nm ca.), infrarosso in falso colore (IRC).
La notevole qualità dell’impasto dell’incarnato si unisce ad una materia pittorica bene conservata. Tra il naso e le arcate oculari sono percepibili tracce riconducibili a underdrawing. L’analisi TIR (transmitted infrared light) ha fatto emergere la figura di un volto maschile sottostante, ugualmente di tre quarti, rivolto però in direzione opposta rispetto l’effigiato (Poldi, ottobre 2023). Questo aspetto – il volto sotto il volto visibile – è focale per confermare che il ritratto non solo è di invenzione, ma dipinto di getto su precedenti pensieri dell’autore.
L’inclinazione e la qualità esecutiva ricordano, in controparte (cioè nello stesso senso del profilo visibile all’infrarosso), il profilo maschile di Tintoretto conservato ai Musei Civici di Padova (inv. 772), frammento di analoga dimensione (35x30 cm) da una tela maggiore e esso stesso al centro di una complessa vicenda attributiva: dalla generica intitolazione alla “scuola tizianesca”, ripresa nel 1991 da Romani, alla restituzione a Tintoretto operata da Davide Banzato soltanto nel 2009, in raffronto in particolare alla “Testa virile” della National Gallery of Scotland (n. 689), un altro frammento, e al “Busto di Gentiluomo” del Kunsthistorisches Museum di Vienna (n. 701) (Paola Rossi, scheda di, Davide Banzato e Franca Pellegrini, a cura di, “Lo spirito e il corpo 1550-1650. Cento anni di ritratti a Padova nell’età di Galileo”, 2009, Milano, cat. 2, pp. 86-87).
Approfondendo le analisi nel Cinquecento veneto, secondo il suggerimento di Benati, per stile e fisionomia il ritratto è stato confrontato ampiamente con la produzione di Jacopo Negretti con cui mostra stretta coerenza.
Salta all’occhio, per esempio, la vicinanza allo "Autoritratto in atto di dipingere una Resurrezione" realizzato dal pittore veneziano intorno al 1580 e conservato oggi presso la Pinacoteca di Brera, Milano (inv. 426).
Esaminata l’opera in immagini ad alta risoluzione a luce visibile e TIR, Stefania Mason Rinaldi, curatrice del catalogo ragionato dell’artista (Palma il Giovane 1548 - 1628; disegni e dipinti, Milano 1990), supporta la potenziale attribuzione a Palma. Nel corso degli studi sul dipinto era emersa la possibilità che si trattasse di un autoritratto del veneziano, ipotesi che, nel confronto con gli autoritratti noti, la studiosa non considera certa (comunicazione del 29 ottobre 2023).
Frederick Ilchman, su base fotografica è confidente che il ritratto non sia di Tintoretto e concorda con l'opinione espressa da Stefania Mason Rinaldi in favore di Palma o di un artista a lui vicino (« I am confident that this portrait is not by Jacopo Tintoretto, an artist I know very well. I am Inclined to go with Stefania Mason’s view that this man was painted by Palma Giovane, or an artist close to him»). Il Prof. Ilchman suggerisce, a questo proposito, il confronto con il "Ritratto di scultore" («a finer example (more refined, more detailed) more refined, more detailed)» but has some similarities» con il dipinto in studio), di Palma il Giovane conservato presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna: «note the similar ear, the white collar, and so on» (comunicazione del 29 dicembre 2023).
Anche Andrea Donati concorda con l’attribuzione a Palma il Giovane (comunicazione del 17 novembre 2023).

Ringraziamo i Professori Daniele Benati, Frederick Ilchman e Stefania Mason Rinaldi e i dottori Andrea Benati e Gianluca Poldi per il supporto nella catalogazione dell’opera.
L'asta include 100 lotti di varie provenienze, tra cui Veneto Banca SpA in LCA.

Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, le Regole della Vendita.

Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 35 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 20% dell'importo dovuto. L'importo dovuto per il tardivo ritiro corrisponde a tutte le spese sostenute dalla casa d'aste per ritirare il lotto nei modi posti dalle Regole della Vendita a carico dell'acquirente, per movimentarlo e per stoccarlo adeguatamente, inclusa protezione assicurativa, fino al ritiro da parte dello stesso o alla sua vendita forzata.