Lotto terzi

Lot 99

Luigi Pianciani (Roma 1810 – Spoleto 1890)

Camera di commercio

La seduta d'asta si tiene il 21 marzo 2024 alle 18:00 (IT Time)
Stima €70,00 - €100,00
Base d'asta: 70,00

Lettera autografa firmata
Due pagine in-16

4 giugno 1873

stato di conservazione: buono (se non vedi estesi restauri)

Lettera autografa firmata, datata '4 giugno 1873' del patriota e politico Luigi Pianciani. Il conte Pianciani nacque a Roma da famiglia patrizia di origine spoletina legata alla curia romana. Giovane, reagì alla tradizione conservatrice dell'ambiente domestico e simpatizzò presto per la Giovine Italia di Mazzini. Si laureò in legge nel 1830 e nel 1847 venne eletto gonfaloniere di Spoleto. Nel 1848 fu ufficiale delle milizie combattenti nel Veneto e prese parte alla difesa di Venezia. Partecipò alla campagna meridionale del 1860 guidando una spedizione, che prese il suo nome, di circa 8.940 uomini a sostegno delle truppe garibaldine. La spedizione sarebbe dovuta sbarcare nel nord del Lazio e muovere verso l'Umbria, dove doveva congiungersi con altri uomini provenienti dalla Toscana,e i due gruppi si sarebbero congiunti con altri volontari provenienti dalla Romagna verso le Marche, puntando verso sud e sconfiggendo l'esercito borbonico in una manovra a 'tenaglia'. Il piano non fu attuato in quanto Cavour indirizzò la spedizione verso la Sardegna e poi verso Sud. Nella terza guerra di indipendenza del 1866, come soldato semplice del corpo delle Guide a cavallo fu aggregato al comando della 1ª brigata del Corpo Volontari Italiani del generale Ernesto Haug e nella battaglia di Bezzecca comportandosi valorosamente, tanto che fu insignito della croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Massone e anticlericale, fu membro del consiglio dell'ordine del Grande Oriente d'Italia, di cui fu Gran maestro onorario ad vitam.
Nel 1865 fu eletto deputato al parlamento italiano e sindaco di Roma. Pianciani fu uno dei primi sindaci di Roma operativi dopo l'Unità d'Italia, tra il 1872 e il 1874 e di nuovo nel 1881-1882. Tra il 1872 e il 1874 su iniziativa di Pianciani furono installate le prime fontanelle pubbliche romane. In questa veste sostenne, inoltre, la costruzione di un impianto crematorio presso il cimitero del Verano, che fu a lungo uno dei pretesti degli scontri tra clericali e anticlericali. Quando il conte morì a Spoleto, nel 1890, il suo corpo fu cremato, e le ceneri deposte al Verano, come egli aveva richiesto. La missiva, redatta durante uno dei suoi due mandati come Sindaco di Roma, come attesta il marchio impresso in alto al centro della lettera, è probabilmente diretta al politico Pasquale Stanislao Mancini. L'argomento verte su questioni politiche: "E' vero che siete voi che con difficoltà perfettamente legali ritardate la proposizione e risoluzione sul progetto di legge per la cessione alla nostra camera di commercio...". Due pagine in-16, su carta intestata.
I lotti devono essere ritirati presso la sede della casa d'aste. Chi intenda esportare i lotti dovrà aver cura di fare le pratiche apposite presso gli uffici esportazione del Ministero della Cultura. Per tutti i lotti è necessario presentare all'ufficio esportazione scelto una regolare richiesta di esportazione.
Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 15 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 30% dell'importo dovuto.
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16

4 giugno 1873

stato di conservazione: buono (se non vedi estesi restauri)

Lettera autografa firmata, datata '4 giugno 1873' del patriota e politico Luigi Pianciani. Il conte Pianciani nacque a Roma da famiglia patrizia di origine spoletina legata alla curia romana. Giovane, reagì alla tradizione conservatrice dell'ambiente domestico e simpatizzò presto per la Giovine Italia di Mazzini. Si laureò in legge nel 1830 e nel 1847 venne eletto gonfaloniere di Spoleto. Nel 1848 fu ufficiale delle milizie combattenti nel Veneto e prese parte alla difesa di Venezia. Partecipò alla campagna meridionale del 1860 guidando una spedizione, che prese il suo nome, di circa 8.940 uomini a sostegno delle truppe garibaldine. La spedizione sarebbe dovuta sbarcare nel nord del Lazio e muovere verso l'Umbria, dove doveva congiungersi con altri uomini provenienti dalla Toscana,e i due gruppi si sarebbero congiunti con altri volontari provenienti dalla Romagna verso le Marche, puntando verso sud e sconfiggendo l'esercito borbonico in una manovra a 'tenaglia'. Il piano non fu attuato in quanto Cavour indirizzò la spedizione verso la Sardegna e poi verso Sud. Nella terza guerra di indipendenza del 1866, come soldato semplice del corpo delle Guide a cavallo fu aggregato al comando della 1ª brigata del Corpo Volontari Italiani del generale Ernesto Haug e nella battaglia di Bezzecca comportandosi valorosamente, tanto che fu insignito della croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Massone e anticlericale, fu membro del consiglio dell'ordine del Grande Oriente d'Italia, di cui fu Gran maestro onorario ad vitam.
Nel 1865 fu eletto deputato al parlamento italiano e sindaco di Roma. Pianciani fu uno dei primi sindaci di Roma operativi dopo l'Unità d'Italia, tra il 1872 e il 1874 e di nuovo nel 1881-1882. Tra il 1872 e il 1874 su iniziativa di Pianciani furono installate le prime fontanelle pubbliche romane. In questa veste sostenne, inoltre, la costruzione di un impianto crematorio presso il cimitero del Verano, che fu a lungo uno dei pretesti degli scontri tra clericali e anticlericali. Quando il conte morì a Spoleto, nel 1890, il suo corpo fu cremato, e le ceneri deposte al Verano, come egli aveva richiesto. La missiva, redatta durante uno dei suoi due mandati come Sindaco di Roma, come attesta il marchio impresso in alto al centro della lettera, è probabilmente diretta al politico Pasquale Stanislao Mancini. L'argomento verte su questioni politiche: "E' vero che siete voi che con difficoltà perfettamente legali ritardate la proposizione e risoluzione sul progetto di legge per la cessione alla nostra camera di commercio...". Due pagine in-16, su carta intestata.
I lotti devono essere ritirati presso la sede della casa d'aste. Chi intenda esportare i lotti dovrà aver cura di fare le pratiche apposite presso gli uffici esportazione del Ministero della Cultura. Per tutti i lotti è necessario presentare all'ufficio esportazione scelto una regolare richiesta di esportazione.
Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 15 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 30% dell'importo dovuto.