Lotto terzi

Lot 47

Adalberto di Savoia-Genova (Torino 1898 – ivi 1982)

Società Caccia di Ampezzo

La seduta d'asta si tiene il 21 marzo 2024 alle 18:00 (IT Time)
Stima €40,00 - €60,00
Base d'asta: 40,00

Lettera autografa firmata
Due pagine in-4

Cortina d'Ampezzo 5 Agosto 1926

stato di conservazione: buono (se non vedi estesi restauri)

Lettera autografa firmata datata 'Cortina d'Ampezzo 5 Agosto 1926' di Adalberto di Savoia-Genova, Generale del Regio Esercito Italiano durante le due guerre mondiali. Nella missiva il Duca ringrazia per aver ricevuto un invito: "Gentilissimo Cavaliere, La ringrazio sentitamente del gentile invito fattomi a nome della Società Caccia di Ampezzo, che ho accolto con molto gradimento...". Due pagine in-4. Adalberto di Savoia-Genova fu un principe di 'Casa Savoia', appartenente al ramo Savoia-Genova. Nel periodo interbellico era spesso citato con il titolo di duca di Bergamo. Quarto figlio di Tommaso di Savoia-Genova e di Isabella di Baviera. Suo padre era nipote di Carlo Alberto di Savoia e di Giovanni di Sassonia. Sua madre era nipote di Ludovico I di Baviera e pronipote di Carlo IV di Spagna e di Francesco I delle Due Sicilie. Il 22 settembre 1904 il Re Vittorio Emanuele III, suo cugino, gli conferì il titolo di duca di Bergamo. Partecipò alla prima guerra mondiale e combatté con il suo reparto sul Montello nell'ottobre 1917 e in Vallagarina nel febbraio 1918. Successivamente la sua carriera militare si svolse fra l'Italia e l'Africa Orientale Italiana.
Dopo l'occupazione italiana dell'Albania per Adalberto si parlò della nomina a luogotenente generale del Re, in quanto aveva rappresentato 'Casa Savoia' al matrimonio di Re Ahmet Lekë Bej Zog, suscitando molte simpatie fra gli albanesi. Il duca di Bergamo intrattenne una lunghissima relazione con Anita Scarzella, una nobile piemontese che, però, non si concluse con il matrimonio per via dell'opposizione di Umberto II. Nonostante vivesse in anni così importanti per l'Italia, Adalberto si tenne sempre lontano dalla mondanità e dalla corte e condusse una vita ritirata.
I lotti devono essere ritirati presso la sede della casa d'aste. Chi intenda esportare i lotti dovrà aver cura di fare le pratiche apposite presso gli uffici esportazione del Ministero della Cultura. Per tutti i lotti è necessario presentare all'ufficio esportazione scelto una regolare richiesta di esportazione.
Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 15 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 30% dell'importo dovuto.
Lettera autografa firmata
Due pagine in-4

Cortina d'Ampezzo 5 Agosto 1926

stato di conservazione: buono (se non vedi estesi restauri)

Lettera autografa firmata datata 'Cortina d'Ampezzo 5 Agosto 1926' di Adalberto di Savoia-Genova, Generale del Regio Esercito Italiano durante le due guerre mondiali. Nella missiva il Duca ringrazia per aver ricevuto un invito: "Gentilissimo Cavaliere, La ringrazio sentitamente del gentile invito fattomi a nome della Società Caccia di Ampezzo, che ho accolto con molto gradimento...". Due pagine in-4. Adalberto di Savoia-Genova fu un principe di 'Casa Savoia', appartenente al ramo Savoia-Genova. Nel periodo interbellico era spesso citato con il titolo di duca di Bergamo. Quarto figlio di Tommaso di Savoia-Genova e di Isabella di Baviera. Suo padre era nipote di Carlo Alberto di Savoia e di Giovanni di Sassonia. Sua madre era nipote di Ludovico I di Baviera e pronipote di Carlo IV di Spagna e di Francesco I delle Due Sicilie. Il 22 settembre 1904 il Re Vittorio Emanuele III, suo cugino, gli conferì il titolo di duca di Bergamo. Partecipò alla prima guerra mondiale e combatté con il suo reparto sul Montello nell'ottobre 1917 e in Vallagarina nel febbraio 1918. Successivamente la sua carriera militare si svolse fra l'Italia e l'Africa Orientale Italiana.
Dopo l'occupazione italiana dell'Albania per Adalberto si parlò della nomina a luogotenente generale del Re, in quanto aveva rappresentato 'Casa Savoia' al matrimonio di Re Ahmet Lekë Bej Zog, suscitando molte simpatie fra gli albanesi. Il duca di Bergamo intrattenne una lunghissima relazione con Anita Scarzella, una nobile piemontese che, però, non si concluse con il matrimonio per via dell'opposizione di Umberto II. Nonostante vivesse in anni così importanti per l'Italia, Adalberto si tenne sempre lontano dalla mondanità e dalla corte e condusse una vita ritirata.
I lotti devono essere ritirati presso la sede della casa d'aste. Chi intenda esportare i lotti dovrà aver cura di fare le pratiche apposite presso gli uffici esportazione del Ministero della Cultura. Per tutti i lotti è necessario presentare all'ufficio esportazione scelto una regolare richiesta di esportazione.
Chi partecipa all'asta dichiara di aver letto e compreso il Regolamento di vendita, come integrato dagli Aggiornamenti. Le commissioni d'asta, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto, sono pari a: per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario entro 15 giorni naturali dalla seduta d'asta. Le penali per il tardivo pagamento sono pari al 30% dell'importo dovuto.